Premio al buonsenso

In un periodo storico tanto difficile quanto travagliato, come quello in cui stiamo vivendo, Fondazione Baravalle ritiene che saper operare con buonsenso sia sempre più importante, e purtroppo allo stesso tempo sempre più difficile da riscontrare nelle azioni delle figure che hanno influenza rilevante all’interno della società.

Che cosa si intende per “buonsenso”?

Nel corso dei secoli al concetto di buonsenso sono state date diverse interpretazioni e chiavi di lettura.

Per Aristotele esso proveniva dagli oggetti sensibili, da ciò che poteva essere percepito attraverso i sensi, per cui connesso esclusivamente alle proprie esperienze sensoriali.

Per Cartesio il “buon senso” era la qualità meglio distribuita al mondo, e non esisteva nessuno che non possedesse tale “dono giudizioso”, a prescindere dalla cultura e dalla società di riferimento. Per il matematico, quindi, tutti possediamo un “senso comune universale”, attraverso il quale sappiamo giudicare e distinguere il vero dal falso, il buono dal cattivo.

Per Voltaire, invece, il buon senso è il meno comune dei sensi: ognuno integra in sé il proprio buon senso, che a volte non corrisponde a quello altrui.

L’approccio filosofico sorto nel XIX secolo offre un’altra interpretazione ancora: per i pragmatici il buon senso deriva dalle nostre credenze ed esperienze quotidiane, e quindi  dall’ambiente che ci circonda. E ciò, come è prevedibile, può variare in funzione del tempo e delle situazioni che affrontiamo.

Il buonsenso, come scrive lo Zingarelli 2020, è “la capacità di comportarsi con saggezza e senso della misura, attenendosi a criteri di opportunità generalmente condivisi”.

Grazie a questa capacità, si possono prendere decisioni coerenti basate sulla logica e sulla ragione avendo sempre un solo e unico scopo: il bene comune.

Il Premio indetto dalla Fondazione Baravalle, consistente in una medaglia di metallo prezioso, a suggello dell’importanza che riveste, nasce proprio dalla convinzione di quanto sia fondamentale, oggi, il saper affrontare la vita, ed in particolare le relazioni, il lavoro e le difficoltà a loro connesse, con buonsenso.

Il Premio è assegnato ogni anno a personalità che hanno saputo dimostrare di possederlo manifestandolo con le proprie azioni, in ambito privato e pubblico, sapendo dare a questa parola un valore non solo soggettivo, ma anche e soprattutto oggettivo: coloro i quali hanno offerto, attraverso il proprio impegno, buonsenso a questo mondo che, sempre di più, pare esserne privo.